di Roberta Carlini, da Il Manifesto on line
«Allarme concorrenza», titolava ieri Il Sole 24 Ore, in riferimento all'ultima vittoria dei camionisti: fine della contrattazione libera, ritorno alla tariffa minima. La minaccia del blocco estivo contro la mancata attuazione delle promesse, il potere di contrattazione dei bisonti della strada, la presenza nello stato maggiore del Pdl dei loro rappresentanti: tutte ragioni che hanno portato il governo a cedere, e a restituire il beneficio - che va ad aggiungersi ai 3,5 miliardi di aiuti ricevuti in dieci anni, avverte lo stesso quotidiano di Confindustria. Che si allarma anche per il fatto che la «legge per la concorrenza» è ferma nel cassetto. Insomma, il mercato può attendere, anzi può andare a farsi benedire. Allarmi liberisti fuori tempo massimo, non adatti al momento della crisi?
domenica 18 luglio 2010
Il paese delle cricche, l'inverno dell'antitrust
venerdì 18 giugno 2010
La lettera di un gruppo di lavoratori della fabbrica di Tychy, in Polonia, ai colleghi di Pomigliano d'Arco che stanno per votare (il 22giugno) se accettare o meno le condizioni della Fiat per riportare la produzione della Panda in Italia.
(Questa lettera è stata scritta il 13 giugno, alla vigilia del referendum a Pomigliano d'Arco in cui i lavoratori sono chiamati a esprimersi sulle loro condizioni di lavoro. La Fiat ha accettato di investire su questa fabbrica per la produzione della Panda che al momento viene prodotta a Tychy in Polonia. I padroni chiedono ai lavoratori di lavorare di sabato, di fare tre turni al giorno invece di due e di tagliare le ferie. Tre sindacati su quattro hanno accettato queste condizioni, la Fiom resiste).
Lavoratori, è ora di cambiare.
La Fiat gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto.
La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d'Europa e non sono ammesse rimostranze all'amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend)
martedì 1 giugno 2010
L'altra metà del lavoro
L'Altra metà del lavoro
di Rossana Rossanda, dal Manifesto on line
Il «Manifesto per il lavoro» della Libreria delle donne di Milano considera la flessibilità un'occasione per conciliare maternità e lavoro. Ma rimuove i bassi salari delle migranti nel lavoro domestico, la cancellazione dello stato sociale e la differenza salariale tra uomini e donne
Immagina che il lavoro («Sottosopra», ottobre 2009; ne ha già scritto sul manifesto Laura Pennacchi) è la proposta d'un gruppo della Libreria delle Donne di Milano, sulla quale è impegnata Lia Cigarini. Conosco Lia da una vita, vivevamo vicine, fra gli anni Cinquanta e i primi Sessanta, lei più giovane, in una Milano dove le donne entravano in massa nel lavoro.
domenica 30 maggio 2010
comunicato stampa e invito per il giorno 3 giugno- Incontro con Lia Cigarini e Silvia Motta-
Giovedì 3 giugno alle ore 18,30- P.zza Frumentaria- Ufficio Ex Anagrafe, ingresso gratuito.
Alcuni dati. La rilevazione Istat del 2005 (ultima ) ci dice che il 13% delle Donne che lavoravano all’inizio della gravidanza, si dimettono nell’arco del primo anno di vita del bambino Le donne non abbandonano il lavoro, sono costrette a farlo. Il funambolismo quotidiano tra orari rigidi, mancanza di servizi, lavoro domestico, non è sempre possibile. Si deve rinunciare, a volte perché non si può entrare in Azienda con orario flessibile,(flerxi-time),ma si reputa il lavoro di cura e le relazioni familiari come irrinunciabili. Spesso chi rientra in azienda dopo una maternità è guardata come se “fosse stata in crociera”(testimonianza da un’inchiesta della Comm. Pari Opportunità Nazionale) .Cinque giorni per otto ore,e comincia un logorio... I figli sono ancora affari delle Donne, no? Spesso non ci sono neanche i nonni per arrangiarsi. Molte si chiedono – Ho fatto un figlio per trattarlo così?- Perché l’Italia ha un tasso di occupazione femminile tra i più bassi d’Europa , 45-47%, ma poco partime, troppo lavoro nero o grigio..
martedì 29 dicembre 2009
Lavori in corso nell'era digitale
Lavori in corso nell'era digitale, da Sbilanciamoci
di Laura Balbo
