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martedì 12 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
Immagina che il lavoro 1- Reggio Emilia 13 Marzo 2010
in omaggio alla Libreria delle Donne di Milano che il 14 ottobre festeggia il suo trentacinquesimo compleanno, e come riparazione al fatto che, preso da eventi immensamente felici e profondamente coinvolgenti (la nascita della mia nipotina Viola), non avevo avuto tempo allora di montare le riprese che avevo fatto il 13 Marzo, in occasione della giornata "Immagina che il lavoro, organizzata da 6Donna e Reggio Fharenheit.
Un saluto a Silvia Motta e Lia Cigarini (Dino)
p.s: Dopo questa prima parte seguiranno nei prossimi giorni altre 4 o 5 spezzoni.
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martedì 24 novembre 2009
Nondasola, in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne
Mercoledì 25 Novembre al Cinema Rosebud Ore 10.00 (con ingresso riservato alle scuole su prenotazione)e Lunedì 30 Novembre al Cinema Al Corso Ore 20,30 (a seguire sarà proiettato il film ‘Racconti da Stoccolma’. Un film di Anders Nilsson - Svezia 2006) --> in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne, l’Associazione Nondasola in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Reggio Emilia presenta il VIDEO ‘Ci metto la faccia. Ragazzi e Ragazze contro la violenza alle donne’ promosso e curato dall’Associazione Nondasola, con la regia di Alessandro Scillitani e finanziato da Coopsette.
L’Associazione Nondasola dedica molte energie alle azioni per cambiare la cultura che giustifica la violenza alle donne attraverso interventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di prevenzione, a partire dalla scuola. 5200 studenti/esse hanno partecipato dal 1999 ai laboratori del Progetto In-differenza, dell’Associazione sperimentando una possibilità di cambiamento che può essere praticata a partire da sé, dalla propria differenza perché non si perpetui la violenza di un genere sull’altro e l’indifferenza non occulti la violenza. Il video é il prodotto di un progetto biennale realizzato con studenti e studentesse di diverse scuole: Istituto Statale Magistrale, Liceo Moro, Istituto Zanelli, Ist. Professionale Galvani.
La scommessa é stata quella di incrociare gli sguardi e i vissuti dei ragazzi e delle ragazze con il contesto culturale nel quale vivono la loro quotidianità.
Non ci siamo proposte di dare soluzioni o definizioni ma di lasciare fluire liberamente voci, parole, sguardi e corpi degli adolescenti, la loro spontaneità e freschezza, per permettere loro di posizionarsi rispetto al tema della violenza anche in modi spiazzanti, che possono mettere in scacco e destabilizzare ma che non possono non stimolare a una riflessione, fare sorgere un dubbio, una domanda, spronarci ad ‘andare più a fondo nelle pieghe’.
Il video, della durata di 30 minuti, rappresenta uno strumento di sensibilizzazione sul tema della violenza a partire dal punto di vista degli adolescenti, che, troppo spesso, nell’immaginario collettivo, vengono rappresentati come ‘nichilisti, enigmatici, immaturi’ ma che, altrettanto spesso, esprimono il bisogno che qualcuno li ascolti, sospendendo il giudizio, che qualcuno dia loro fiducia e valorizzi ciò che hanno da dire, che riconosca loro la possibilità di essere sé stessi, di dirsi liberamente nelle loro contraddizioni ma anche nei loro desideri, sogni, aspettative e pensieri.
L’invito per queste due date é quello di ‘tendere le orecchie, porsi, silenziosi/e, in ascolto di ciò che ragazzi e ragazze avranno da raccontarci.’
L’Associazione Nondasola dedica molte energie alle azioni per cambiare la cultura che giustifica la violenza alle donne attraverso interventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di prevenzione, a partire dalla scuola. 5200 studenti/esse hanno partecipato dal 1999 ai laboratori del Progetto In-differenza, dell’Associazione sperimentando una possibilità di cambiamento che può essere praticata a partire da sé, dalla propria differenza perché non si perpetui la violenza di un genere sull’altro e l’indifferenza non occulti la violenza. Il video é il prodotto di un progetto biennale realizzato con studenti e studentesse di diverse scuole: Istituto Statale Magistrale, Liceo Moro, Istituto Zanelli, Ist. Professionale Galvani.
La scommessa é stata quella di incrociare gli sguardi e i vissuti dei ragazzi e delle ragazze con il contesto culturale nel quale vivono la loro quotidianità.
Non ci siamo proposte di dare soluzioni o definizioni ma di lasciare fluire liberamente voci, parole, sguardi e corpi degli adolescenti, la loro spontaneità e freschezza, per permettere loro di posizionarsi rispetto al tema della violenza anche in modi spiazzanti, che possono mettere in scacco e destabilizzare ma che non possono non stimolare a una riflessione, fare sorgere un dubbio, una domanda, spronarci ad ‘andare più a fondo nelle pieghe’.
Il video, della durata di 30 minuti, rappresenta uno strumento di sensibilizzazione sul tema della violenza a partire dal punto di vista degli adolescenti, che, troppo spesso, nell’immaginario collettivo, vengono rappresentati come ‘nichilisti, enigmatici, immaturi’ ma che, altrettanto spesso, esprimono il bisogno che qualcuno li ascolti, sospendendo il giudizio, che qualcuno dia loro fiducia e valorizzi ciò che hanno da dire, che riconosca loro la possibilità di essere sé stessi, di dirsi liberamente nelle loro contraddizioni ma anche nei loro desideri, sogni, aspettative e pensieri.
L’invito per queste due date é quello di ‘tendere le orecchie, porsi, silenziosi/e, in ascolto di ciò che ragazzi e ragazze avranno da raccontarci.’
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mercoledì 18 novembre 2009
ALLE DONNE REGGIANE
Il 24 e 25 maggio scorsi l’anfora, simbolo della Staffetta di donne contro la violenza sulle donne promossa dall’UDI nazionale, è arrivata anche a Reggio Emilia grazie all’impegno di Donneinsieme, Associazione Nondasola, Associazione Gruppo Archivio UDI di RE e l’adesione di diverse altre associazioni/enti.
L’iniziativa, partita il 25 novembre 2008 da Niscemi dove è stata uccisa Lorena, stava attraversando tutta l’Italia coinvolgendo migliaia di persone in un dibattito che metteva al centro il tema della violenza domestica contro le donne e più in generale per dire che la violenza sessuata stravolge i rapporti tra i generi.
Si può seguire il suo percorso di parole e immagini nel sito dedicato www.staffettaudi.org
Il 21 novembre prossimo a Brescia, dove è stata assassinata Hiina ed è stata scelta come sede conclusiva di questo evento durato un anno, si terrà una manifestazione nazionale dalle ore 15.00 alle ore 18.00.
Anche le donne di Reggio saranno presenti per testimoniare la volontà di continuare a sostenere un impegno concreto nell’aiutare le vittime della violenza e allo stesso tempo un impegno culturale per prevenirla.
Il pullman partirà alle ore 11,30 dal parcheggio di fronte al Tribunale in via Paterlini, il rientro è previsto per le ore 20,30.
L’iniziativa è autofinanziata perciò sarà richiesto un contributo per le spese.
Per informazioni e iscrizioni:
massimilla.rinaldi@fastwebnet.it cell 380 3595665 oppure 0522 558881
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venerdì 9 ottobre 2009
Due cose che sciolgono il cerone
di Ida Dominijanni, da Il Manifesto on line
Concitato, ecco, Berlusconi era solo un po’ concitato, dice il fido Bonaiuti, e quando uno è concitato «può succedere»... Può succedere che gli scappi una battuta più sessista che razzista o più razzista che sessista, scegliete voi. Ma può anche succedere, a Berlusconi succede sempre più spesso, che la concitazione gli strappi dalla faccia la maschera di cerone con cui di solito si ingessa in tv, e che improvvisamente ci appaia com’è in natura: un poveraccio circondato da poveracci, uno che non sa più che fare di se stesso e che come tutti quelli che non sanno che fare di se stessi se la prende con la prima donna che gli capita a tiro. «Vedo che c’è la signora Bindi, che è sempre più bella che intelligente». Bell’autogoal, complimenti.
Raddoppiato dal compagno di merenda di turno, l’ingegner Castelli nonché - absit iniuria verbis - ex guardasigilli: «Ma perché parli sempre, zitella petulante?». Complimenti raddoppiati. Giacché si diverte a portare in tribunale salvo se stesso chiunque e qualsiasi cosa, domande impertinenti comprese, il premier potrebbe querelare la tv e la sua adorata Porta a porta per alto tradimento. L’immagine non mente, e lo schermo assegna nettamente il vantaggio a Bindi. Per quello che dice, «Presidente, io sono una donna che non è a sua disposizione, e che dice la verità», e per come lo dice, a testa alta, sguardo piantato nella telecamera e concitazione zero. L’immagine non mente anche sugli astanti, uomini: tutti zitti stecchiti, dal padrone di casa agli ospiti. E poi dicono che su Berlusconi c’è «il silenzio delle donne».
Per l’occasione peraltro ritrovano la lingua anche molte colleghe della vicepresidente della Camera che in questi mesi l’avevano perduta o balbettavano, e perfino molti colleghi, gli stessi che finora hanno parlato solo per dire che la faccenda dei rapporti di Berlusconi con le donne è una sua faccenda privata poco seria in cui la politica, che invece è una cosa seria, non deve mettere il dito. Rosi Bindi, che invece è una che sulla faccenda ha parlato e con nettezza fin da subito, da donna e da cattolica, merita beninteso questo e altro, infatti siamo tutte pronte a sostenere con lei quella tranquilla sfida - «la vedremo» - con cui ha chiuso il suo duello col premier. Ma è lecito chiedersi se anche sulla dignità delle donne valgano, in casa Pd, due pesi e due misure? La dignità delle donne vale doppio nel caso che la donna in questione sia una parlamentare, e vale la metà nel caso di mogli (Veronica), giornaliste (variamente aggredite dal premier qua e là), per non dire delle escort (minacciate di essere spedite in galera per 18 anni)? Misteri di classe e di ceto (politico). Incassiamo comunque questo risveglio. Meglio ancora, il ceffone di rimando di Livia Turco al premier: «Le donne pensano, sanno valutare e presto lo manderanno a casa». Lo sa anche il premier, che sono le donne che lo stanno mandando a casa. Da sua moglie a Rosi Bindi, una vera persecuzione, altro che i giudici. «Sono una donna che non è a sua disposizione» e «dico la verità» sono precisamente le due cose che Berlusconi e quelli come lui da una donna non possono sopportare: gli si rompe lo specchio in cui ricompongono a fatica un sé inesistente. E’ per questo, Bonaiuti, che il premier è ormai da mesi perennemente concitato?
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