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martedì 5 ottobre 2010

riedizione: “Post fata resurgo”: una volta le chiamavano Opere Pie ..

di Leonardo Angelini,

già apparso su questo blog il 2 Maggio 2009

In base ad un decreto legge del 2 giugno del 2001, voluto dall’allora ministra Turco, e varato a parlamento chiuso pochi giorni prima dell’avvento del redivivo Berlusconi, le vecchie IPAB furono trasformate in ASP (Aziende di Servizi alle Persone) destinate a diventare – nelle intenzioni della Turco – uno dei fulcri di quel processo di esternalizzazione dei servizi volto a rovesciare i criteri si sussidiarietà, a mettere fuori gioco i vecchi servizi pubblici e a diventare il motore dei nuovi servizi alla persona dell’allora nascente welfare mix.

In base a quella legge – peraltro mai discussa in parlamento - che demandava poi alle regioni la fissazione dei criteri attuativi in base ai quali poi mettere concretamente in piedi nel territorio le varie ASP, negli anni scorsi la Regione Emilia e Romagna ha varato un insieme di norme in base alle quali, entro e non oltre il 30 aprile scorso, le ex IPAB regionali dovevano trasformarsi in ASP, pena l’alienazione da parte dei comuni dei loro patrimoni.

Sono nate così in fretta e furia in Regione, fra il gennaio e l’aprile di quest’anno, 41 ASP, sei delle quali in provincia di Reggio Emilia: l’Opus Civium, l’OSEA, il S. Pietro e Matteo, la Magiera Ansaloni, il Progetto Persona e la Rete. In base alla legge regionale del 2 Marzo del 2003, poi perfezionata a più riprese, tutte queste neo-aziende sono state istituite dai comuni del distretto in cui operavano in precedenza come IPAB.

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lunedì 3 maggio 2010

Abbiamo aperto la Fabbrica Reggiana di Nichi

Abbiamo aperto la Fabbrica Reggiana di Nichi ( http://fabbrica.nichivendola.it/chi-siamo/la-fabbrica-in-rete/ )

Ci proponiamo di ri\discutere:

a. l'identità della sinistra reggiana;
b. la sua collocazione nel nuovo contesto socio-economico e culturale che ha investito il nostro territorio in questi anni;
c. la sua posizione nei confronti di: 1. lavoro; 2. welfare locale; 3. pre-scuola e scuola; 4. migranti: 5. giovani; 6. ambiente; 7. modelli urbanistici.
Chi fosse interessato ad aderire:
leonardo.angelini@fastwebnet.it
deliana@fastwebnet.it
Dino Angelini e Deliana Bertani

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martedì 22 settembre 2009

La discussione politica “al tempo del colera”, ovvero i giornali locali e le imminenti regionali

di Leonardo Angelini

Da qualche tempo quando la mattina vado in edicola mi ritrovo di fronte alle manchettes pubblicitarie dei giornali locali che sparano i titoli più incredibili su ciò che accade in città: l’altro giorno c’era anche la “notizia” di un assalto di due bambini di tre anni ai danni di un loro coetaneo in una scuola materna.

Si ripete ciò che ormai accade da oltre 15 anni nell’imminenza di ogni elezione; ed anzi stavolta la rincorsa è stata presa con largo anticipo. Figuriamoci cosa accadrà fra un po’ di mesi!
Mi sbaglierò, però a me pare scontato che, di questo passo, non sia più possibile parlare e discutere realmente di politica, e che tutto ormai giunga a noi distorto e sotto forma di grida astiose e violente destinate scientemente a far montare in città ed in provincia l’odio di tutti contro tutti.
Forse sto esagerando, ma secondo me ci sono forze politiche che su quest’odio e su questa distruttività stanno costruendo, praticamente indisturbati, una rete di consenso destinata ad avvelenare gli storici pozzi reggiani della democrazia.
Ma, se è e vero anche un quarto di quel che dico, penso che in un clima reso così torbido e respingente ogni luogo di discussione che sorga diventi, oggi a Reggio, un’azione rivoluzionaria.

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